Alberto Sordi

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Alberto Sordi (1920 – 2003), attore, regista, sceneggiatore, cantante e doppiatore italiano. (…continua↓)

 [«Il momento più bello della sua vita e quello più triste.»]

Io la tristezza la nascondo. Ecco, l’unica volta che recito, non davanti alla macchina da presa, è il fatto di non manifestare tristezza perché, partecipare gli altri alla mia tristezza, ho capito che non importa niente a nessuno delle mie tristezze, perciò non mi confido mai e dico: “Tutto bene, tutto bene”. Me la tengo per me.

Alla-mia-eta-ho-fatto-il-callo-alla-solitudine-Una-solitudine-pero-Alberto-Sordi

Alla mia età ho fatto il callo alla solitudine. Una solitudine, però, molto relativa, perché il lavoro riesce a riempire completamente la mia esistenza.

Alberto Sordi

La-mia-comicita-non-e-mai-stata-astratta-gratuita-Lho-sempre-ricalcata-Alberto-Sordi

La mia comicità non è mai stata astratta, gratuita. L’ho sempre ricalcata sulla realtà del momento.

Alberto Sordi

Una-volta-anche-solo-il-fatto-di-andare-a-piedi-di-salutarsi-Alberto-Sordi

Una volta anche solo il fatto di andare a piedi, di salutarsi, di sentirsi parte di una società, aiutava a essere più umani.

Alberto Sordi

È bello credere, e non si crede facendo tanti ragionamenti: io sono cristiano, la vita mi ha sempre più convinto che il cristianesimo è vero. Che bisogno c’è di ragionarci su?

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Noi-abbiamo-avuto-il-privilegio-di-nascere-a-Roma-e-io-lho-Alberto-Sordi

Noi abbiamo avuto il privilegio di nascere a Roma, e io l’ho praticata come si dovrebbe, perché Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi.

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Non-mi-sposo-perche-non-mi-piace-avere-gente-estranea-in-casa-Alberto-Sordi

Non mi sposo perché non mi piace avere gente estranea in casa.

Alberto Sordi

[Mussolini] Mi faceva ridere. Per me era un grande attore comico, forse involontario. Naturalmente lo ammiravo, come tutti. Però, ripeto, mi faceva ridere. Aveva delle battute impressionanti.

Alberto Sordi

Vado-a-messa-mi-confesso-prego-ogni-giorno-credo-nei-dogmi-e-Alberto-Sordi

Vado a messa, mi confesso, prego ogni giorno, credo nei dogmi e non li discuto.

Alberto Sordi

Ce-un-segreto-per-far-ridere-Si-fare-le-cose-sul-serio-Alberto-Sordi

[«C’è un segreto per far ridere?»] Sì, fare le cose sul serio.
Alberto Sordi

Sa-perche-dicono-che-sono-avaro-Perche-i-soldi-non-li-sbatto-Alberto-Sordi

Sa perché dicono che sono avaro? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi.
Alberto Sordi

Nei-miei-film-io-mi-limito-a-riflettere-le-inquietudini-di-tutti-Alberto-Sordi

Nei miei film io mi limito a riflettere le inquietudini di tutti noi, il pessimismo dilagante.
Alberto Sordi

Il-momento-piu-bello-della-sua-vita-e-quello-piu-triste-Alberto-Sordi

[«Il momento più bello della sua vita e quello più triste.»] Io la tristezza la nascondo. Ecco, l’unica volta che recito, non davanti alla macchina da presa, è il fatto di non manifestare tristezza perché, partecipare gli altri alla mia tristezza, ho capito che non importa niente a nessuno delle mie tristezze, perciò non mi confido mai e dico: “Tutto bene, tutto bene”. Me la tengo per me.
Alberto Sordi

Parlando-del-primo-incontro-con-Toto-Mi-chiese-subito-di-dargli-del-Alberto-Sordi

[Parlando del primo incontro con Totò] Mi chiese subito di dargli del tu, anche se io gli confessai la mia emozione di trovarmi di fronte all’esempio vivente del comico tradizionale, colui che, al solo apparire, in teatro e sullo schermo, conquistava il pubblico prima di dire «Buonasera». […] Un attore talmente eccezionale e irripetibile che forse ci vorranno cento anni perché ne nasca un altro.
Alberto Sordi

Sono-un-credente-un-cattolico-osservante-La-domenica-vado-a-messa-Mi-Alberto-Sordi

Sono un credente, un cattolico osservante. La domenica vado a messa. Mi faccio la comunione. Be’, diciamo la verità, è deprimente constatare che la mia religiosità stupisce, non le pare?
Alberto Sordi

Roma-E-diventata-un-brutto-parcheggio-E-indecente-il-modo-in-cui-Alberto-Sordi

[Roma] È diventata un brutto parcheggio. È indecente il modo in cui viene degradata una delle più belle città del mondo.
Alberto Sordi

Dubito-fortemente-di-poter-essere-matrimoniabile-Alberto-Sordi

Dubito fortemente di poter essere matrimoniabile.
Alberto Sordi

E-meglio-che-ti-ci-abitui-da-piccolo-alle-ingiustizie-perche-da-Alberto-Sordi

È meglio che ti ci abitui da piccolo alle ingiustizie, perché da grande non ti ci abitui più!
Alberto Sordi

I-preti-tendono-a-mimetizzarsi-vivono-e-vestono-come-laici-e-si-Alberto-Sordi

I preti tendono a mimetizzarsi, vivono e vestono come laici e si vergognano di mettersi anche una crocetta sul maglione (così non c’è da stupirsi se finisce che il semplice fedele poi si vergogna pure a farsi il segno della croce in pubblico).
Alberto Sordi

Io-la-mia-madre-vedevo-come-la-Madonna-senza-peccato-per-questo-Alberto-Sordi

Io la [mia madre] vedevo come la Madonna, senza peccato: per questo cercavo di preservarla da ogni dolore raccontandole, a volte, pietose bugie.
Alberto Sordi
[L’incontro con Benito Mussolini] Io avevo intorno ai tredici anni, era il 1933. […] Ci sembrò un sogno. Una mattina alle 9, a Palazzo Venezia, l’usciere Navarro ci fa entrare nella mitica Sala del Mappamondo. Era immensa e lustra come uno specchio. Mi tremavano le gambe. Il Duce ci aspettava dietro un grande tavolo. Salutiamo romanamente nelle nostre divise fiammanti. Poi il Duce parla con voce rotonda: “Camerati, vi ascolto”. Al che il veterano si slancia in avanti: “Eccellenza, Duce, ecco il mio piano laborioso. Darà lavoro a centinaia di persone”. E gli porge alcuni fogli con mappe e grafici. Passano cinque, dieci secondi, sufficienti perché Mussolini intuisca tutta l’inconsistenza del progetto. “Mi vorreste alla posa della prima pietra? No – dice –, vi do tempo. Verrò all’ultima”. Così ci licenzia, e noi usciamo dal palazzo come cani bastonati. […] Mi è servito in seguito. Non ho più raccomandato nessuno. Quando c’è qualcuno che insiste, gli dico: guarda, mi è andata male perfino con il Duce.
Alberto Sordi

Se-Fellini-mi-dicesse-Albe-ho-una-parte-per-te-nel-mio-Alberto-Sordi

Se Fellini mi dicesse: «Albe’, ho una parte per te nel mio prossimo film…» Eh, allora come faccio a dire di no? Con Federico ho fatto Lo sceicco bianco, I vitelloni, e se so’ quello che sono, oggi, lo devo anche a lui, no?
Alberto Sordi
Il mio rapporto con il Padreterno si basa proprio sull’educazione che fin da piccolo i miei genitori mi hanno dato così come mi hanno insegnato a camminare e a parlare.
Alberto Sordi
Noi romani ci siamo sempre sentiti più sudditi del papa che dei re o di Mussolini, che non a caso ha subito fatto un concordato.
Alberto Sordi
I preti ci hanno insegnato tutto, la socializzazione, l’equilibrio tra il bene e il male, il piacere del perdono dopo uno strappo alle regole.
Alberto Sordi

La-nostra-pratica-religiosa-e-sempre-accompagnata-dalla-confessione-vieni-perdonato-dal-Alberto-Sordi

La nostra pratica religiosa è sempre accompagnata dalla confessione: vieni perdonato dal prete, poi ricadi nello stesso peccato e torni a confessarti facendo il proposito di non ricaderci più. E stai di nuovo come un santo. L’importante è essere sinceri e non barare con il Padreterno.

Alberto Sordi

Anche la Chiesa può peccare di esibizionismo, di leggerezza, come quando è ossessionata dal problema di catturare il consenso dei giovani.

Alberto Sordi

Ero in piazza Navona, il cuore della città. A un certo punto vedo spuntare, prima a destra e poi a sinistra, quattro ceffi che non promettevano niente di buono. Questi ti fanno blu, mi sono detto. Per fortuna, arrivato a pochi passi da me, uno dei ceffi mi riconosce: “Albe’ – grida – Albertone bello, ma dove cavolo vai a quest’ora di notte?”. E rimettendo in tasca qualcosa, che poteva essere una pistola o un coltello, mi dà una gran botta sulla spalla. Così fanno anche gli altri manigoldi. “Andiamo a bere qualcosa!” dice uno coi baffi. “No, grazie – mi difendo – ho un gran mal di testa, fate finta che ho accettato”. Qualche volta anche i teppisti hanno un’anima. Ma fino a quando?

Alberto Sordi

La festa del Carmine o quella dell’Immacolata Concezione, per esempio, con l’affluire disordinato e rumoroso dei devoti, per noi bambini erano sempre sinonimo di allegria.

Alberto Sordi

A Roma un tempo, se uno passava di corsa, lo prendevano, lo sbattevano contro una porta e gli dicevano: «’Ndo’ scappi?». Perché a Roma, se correvi come un matto, poteva voler dire solo che scappavi.

Alberto Sordi

Alla comicità di Alberto Sordi ridiamo solo noi: perché solo noi conosciamo il nostro pollo. Ridiamo, e usciamo dal cinema vergognandoci di aver riso, perché abbiamo riso sulla nostra viltà, sul nostro qualunquismo, sul nostro infantilismo.

Pier Paolo Pasolini su Alberto Sordi

Se in Sordi entrasse definitivamente questa contraddizione, se egli capisse che non si può ridere se al fondo del riso non c’è della bontà – pur esercitata o repressa in un mondo nemico – la sua comicità finirebbe di essere uno dei tristi fenomeni della brutta Italia di questi anni, e potrebbe, nei suoi modesti limiti, contribuire almeno a una lotta riformistica e morale.

Pier Paolo Pasolini su Alberto Sordi

Ma di che specie è il riso che suscita Alberto Sordi? Pensateci un momento: è un riso di cui un po’ ci si vergogna.

Pier Paolo Pasolini su Alberto Sordi
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Alberto Sordi (Roma, 15 giugno 1920 – Roma, 24 febbraio 2003) è stato attore, regista, comico, sceneggiatore, compositore, cantante e doppiatore italiano.

Ha recitato in 160 film ed è considerato uno dei più grandi interpreti della commedia all’italiana.

Fu alla radio, tra il 1946 e il 1953, che cominciò a ottenere una certa notorietà. Nel 1946, ispiratosi agli ambienti dell’Azione Cattolica, ideò la sua satira dei personaggi de I compagnucci della parrocchietta, dal caratteristico parlato nasale e atteggiamento da “persona come si deve”.
 
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Tra il 1953 e il 1955 la popolarità di Sordi giunse sul grande schermo, fino al grande successo negli anni sessanta. Diresse in totale 19 pellicole come regista.
 
Titoli di alcuni film di successo:
  • Lo sceicco bianco (Federico Fellini nel 1952)
  • I vitelloni (Fellini)
  • Un giorno in pretura (1953)
  • Un americano a Roma (1954)
  • Piccola posta (1955)
  • La grande guerra diretto da Mario Monicelli nel 1959
  • Il vigile di Luigi Zampa (1960)
  • Una vita difficile di Dino Risi (1961)
  • Il medico della mutua di Luigi Zampa (1968)
  • Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue di Luciano Salce (1969)
  • Detenuto in attesa di giudizio di Nanni Loy (1971)
  • Amore mio aiutami (1969)
  • Polvere di stelle (1973)
  • Io so che tu sai che io so (1982).
  • Finché c’è guerra c’è speranza (1974)
  • Le vacanze intelligenti dal collettivo Dove vai in vacanza? (1978)
  • Il marchese del Grillo di Mario Monicelli (1981)
  • Il tassinaro del 1983
  • In viaggio con papà (1982)
  • Troppo forte, diretto da Verdone (1986)
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