Lev Nikolaevič Tolstoj

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Lev Nikolàevič Tolstòj (1828 – 1910), scrittore, filosofo, educatore e attivista sociale russo. (…continua↓)

In fondo che cos’è l’opera di Tolstoj? È il grido della coscienza universale. È la coscienza di ognuno di noi espressa sinceramente dal più ardente e più sensibile dei cuori. La popolarità di Tolstoj nel mondo si spiega unicamente con la semplicità e la sincerità della sua dottrina, che si rivolge a tutti, richiamando gli uomini alla stessa grande verità, al medesimo grande sforzo morale, alla realizzazione dell’Amore.

Lev L’vovic Tolstoj

Non capite, se giudicate.
Lev Tolstoj

Non-capite-se-giudicate-Tolstoj-Lev1

Mangia per vivere, non vivere per mangiare.
Lev Tolstoj – Pensieri di saggi (1904-1910)

Mangia-per-vivere-non-vivere-per-mangiare-Tolstoj-Lev1

Dove va l’ago va anche il filo.
Lev Tolstoj

Dove-va-ago-va-anche-il-filo-Tolstoj-Lev1

Felicità è trovarsi con la natura, vederla, parlarle.
Lev Tolstoj – I cosacchi

Felicita-trovarsi-con-la-natura-vederla-parlarle-Tolstoj-Lev1

Non si può essere buoni a metà.
Lev Tolstoj – Saggezza dell’Oriente

Non-si-puo-essere-buoni-meta-Tolstoj-Lev1

Finché esisteranno i macelli, esisteranno sempre dei campi di battaglia.
Lev Tolstoj

Finche-esisteranno-macelli-esisteranno-sempre-dei-campi-di-battaglia-Tolstoj-Lev1

I sentimenti stessi si pongono il loro scopo.
Lev Tolstoj – I diari

I-sentimenti-stessi-si-pongono-il-loro-scopo-Tolstoj-Lev1

La vita è un sonno, la morte è il risveglio.
Lev Tolstoj

La-vita-un-sonno-la-morte-il-risveglio-Tolstoj-Lev1

L’uomo non è mai tanto egoista come nei momenti di entusiasmo.
Lev Tolstoj – I cosacchi

L-uomo-non-mai-tanto-egoista-come-nei-momenti-di-entusiasmo-Tolstoj-Lev1

L’uomo non vive per soddisfare i suoi bisogni, ma vive per l’amore.
Lev Tolstoj – Amore e dovere

L-uomo-non-vive-per-soddisfare-suoi-bisogni-ma-vive-per-amore-Tolstoj-Lev1

L’unilateralità è la causa principale dell’infelicità dell’uomo.

Lev Tolstoj – I diari

L-unilateralita-la-causa-principale-dell-infelicita-dell-uomo-Tolstoj-Lev1

Il sistema filosofico contiene, oltre agli errori del pensiero, gli errori del sistema.

Lev Tolstoj – I diari

Il-sistema-filosofico-contiene-oltre-agli-errori-del-pensiero-gli-errori-del-sistema-Tolstoj-Lev1

Tutti pensano a cambiare l’umanità, e nessuno pensa a cambiare sé stesso.

Lev Tolstoj

Tutti-pensano-cambiare-umanita-nessuno-pensa-cambiare-se-stesso-Tolstoj-Lev1

Il solo Tempio veramente sacro è il mondo degli uomini uniti dall’amore.

Lev Tolstoj – Saggezza dell’Oriente

Il-solo-Tempio-veramente-sacro-il-mondo-degli-uomini-uniti-dall-amore-Tolstoj-Lev1

La semplicità è la principale condizione della bellezza morale.

Lev Tolstoj – I diari

La-semplicita-la-principale-condizione-della-bellezza-morale-Tolstoj-Lev1

Non vi è che un modo per essere felici: vivere per gli altri.

Lev Tolstoj

Non-vi-che-un-modo-per-essere-felici-vivere-per-gli-altri-Tolstoj-Lev1

È necessario trattare gli animali allo stesso modo in cui desiderano essere trattate le persone.

Lev Tolstoj – Pensieri di saggi (1904-1910)

E-necessario-trattare-gli-animali-allo-stesso-modo-in-cui-desiderano-essere-trattate-Tolstoj-Lev1

Non solo gli uomini, ma anche gli animali nella vecchiaia diventano più buoni.

Lev Tolstoj – Dal Diario del 1904

Non-solo-gli-uomini-ma-anche-gli-animali-nella-vecchiaia-diventano-piu-buoni-Tolstoj-Lev1

Più gli uomini sono immorali, più aumentano le loro esigenze.

Lev Tolstoj – I diari

Piu-gli-uomini-sono-immorali-piu-aumentano-le-loro-esigenze-Tolstoj-Lev1

Gli anarchici hanno ragione in tutto, solo non nella violenza.

Lev Tolstoj – I diari

Gli-anarchici-hanno-ragione-in-tutto-solo-non-nella-violenza-Tolstoj-Lev1

La povertà della gente e le sofferenze degli animali sono terribili.

Lev Tolstoj – I diari

La-poverta-della-gente-le-sofferenze-degli-animali-sono-terribili-Tolstoj-Lev1

Per attrarre, il lavoro dev’essere già fatto a metà e bene.

Lev Tolstoj – I diari

Per-attrarre-il-lavoro-dev-essere-gia-fatto-meta-bene-Tolstoj-Lev1

Le passioni non si sradicano: bisogna che ciascuno possa soddisfarle nei limiti della virtù.

Lev Tolstoj – Saggezza dell’Oriente

Le-passioni-non-si-sradicano-bisogna-che-ciascuno-possa-soddisfarle-nei-limiti-della-Tolstoj-Lev1

Come non credere nell’immortalità dell’anima, quando senti nell’animo una grandezza così smisurata!

Lev Tolstoj – I diari

Come-non-credere-nell-immortalita-dell-anima-quando-senti-nell-animo-una-grandezza-cosi-smisurata-Tolstoj-Lev1

“Sì, attualmente l’unico posto che si convenga a un uomo onesto in Russia è la prigione!” – pensava.

Lev Tolstoj – Resurrezione

Si-attualmente-unico-posto-che-si-convenga-un-uomo-onesto-in-Russia-Tolstoj-Lev1

Gli inglesi sono gente moralmente nuda, e vanno in giro così, senza vergogna.

Lev Tolstoj – I diari

Gli-inglesi-sono-gente-moralmente-nuda-vanno-in-giro-cosi-senza-vergogna-Tolstoj-Lev1

È coraggioso colui che teme quel che deve temersi, e non teme quel che non deve temersi.

Lev Tolstoj – Saggezza dell’Oriente

E-coraggioso-colui-che-teme-quel-che-deve-temersi-non-teme-quel-Tolstoj-Lev1

La vita è così bella, lieve e breve, ma la sua rappresentazione è sempre brutta, pesante e lunga.

Lev Tolstoj

Una cattiva azione spiana soltanto la via ad altre cattive azioni, i cattivi pensieri invece trascinano irresistibilmente per quella via.

Lev Tolstoj – Resurrezione

Una-cattiva-azione-spiana-soltanto-la-via-ad-altre-cattive-azioni-cattivi-Tolstoj-Lev1

Più gli uomini crederanno dipendere solo da loro il modificare la propria vita, e più questo diverrà possibile.

Lev Tolstoj – Saggezza dell’Oriente

Piu-gli-uomini-crederanno-dipendere-solo-da-loro-il-modificare-la-propria-vita-Tolstoj-Lev1

È così che il popolo russo considerava il potere nei tempi antichi, ed è così che lo considera ancora oggi.

Lev Tolstoj

Com’è bella, com’è meravigliosa la vecchiaia! Non ci sono più desideri, né passioni, né la minima agitazione, né vanità!

Lev Tolstoj – Devoto a Tolstoj

Come-bella-come-meravigliosa-la-vecchiaia-Non-ci-sono-piu-desideri-ne-passioni-Tolstoj-Lev1

Per salvarsi, cioè non essere infelici, non soffrire, bisogna dimenticarsi di se stessi. E l’unico modo per dimenticare se stessi è amare.

Lev Tolstoj – Perché vivo? Riflessioni sullo scopo e il significato dell’esistenza

Per-salvarsi-cioe-non-essere-infelici-non-soffrire-bisogna-dimenticarsi-di-se-stessi-Tolstoj-Lev1

I cavalli compiangono solamente se stessi o, di tanto in tanto, solamente coloro nella cui pelle riescono a immaginarsi senza fatica.

Lev Tolstoj

Non è possibile costringere la mente a analizzare e a capire ciò che il cuore non vuole.

Lev Tolstoj – I diari

Non-possibile-costringere-la-mente-analizzare-capire-cio-che-Tolstoj-Lev1

Io ho risolto per me stesso il problema del senso della vita, dicendomi che consiste nell’accrescere l’amore in se stessi e nel mondo.

Lev Tolstoj – Perché vivo? Riflessioni sullo scopo e il significato dell’esistenza

Così come il dolore è una sensazione necessaria alla conservazione del nostro corpo, la sofferenza è necessaria alla conservazione della nostra anima.

Lev Tolstoj

Cosi-come-il-dolore-una-sensazione-necessaria-alla-conservazione-del-nostro-corpo-Tolstoj-Lev1

L’inganno consiste nel fatto che gli uomini si dimenticano della morte, dimenticano che essi in questo mondo non vivono, ma passano.

Lev Tolstoj – Il bastoncino verde (1905)

L-inganno-consiste-nel-fatto-che-gli-uomini-si-dimenticano-della-morte-dimenticano-che-Tolstoj-Lev1

Io dirò la verità sulle donne quando avrò un piede nella tomba. La dirò, salterò nella mia cassa e tirerò giù il coperchio.

Lev Tolstoj – Anni con mio padre

Io-diro-la-verita-sulle-donne-quando-avro-un-piede-nella-tomba-La-Tolstoj-Lev1

Le conversazioni non rafforzano le buone relazioni ma, al contrario, le danneggiano. Bisogna parlare il meno possibile, specialmente con coloro ai quali teniamo.

Lev Tolstoj – Anni con mio padre

Le-conversazioni-non-rafforzano-le-buone-relazioni-ma-al-contrario-le-danneggiano-Bisogna-Tolstoj-Lev1

In una società dove esiste, sotto qualunque forma, lo sfruttamento o la violenza, il denaro non può assolutamente rappresentare il lavoro.

Lev Tolstoj – Saggezza dell’Oriente

In-una-societa-dove-esiste-sotto-qualunque-forma-lo-sfruttamento-la-violenza-Tolstoj-Lev1

L’uomo ama, non perché sia suo interesse amar questo o quello, ma perché l’amore è l’essenza dell’anima sua; perché non può non amare.

Lev Tolstoj – Amore e dovere

La vita individuale dell’uomo non consiste in altro che nel suo avvicinamento alla morte e nella liberazione dal corpo della sua essenza spirituale.

Lev Tolstoj – Perché vivo? Riflessioni sullo scopo e il significato dell’esistenza

La legge degli uomini è come la banderuola di un vecchio campanile che varia e si muove secondo come spirano i venti.

Lev Tolstoj – Saggezza dell’Oriente

La-legge-degli-uomini-come-la-banderuola-di-un-vecchio-campanile-che-Tolstoj-Lev1

Sparlare degli altri piace così tanto alle persone, che è molto difficile trattenersi dal condannare un uomo per fare piacere ai nostri interlocutori.

Lev Tolstoj

Sparlare-degli-altri-piace-cosi-tanto-alle-persone-che-molto-difficile-trattenersi-Tolstoj-Lev1

Questa è una donna di strada: acqua sporca, fetida, che si offre a coloro per i quali la sete è più forte della ripugnanza.

Lev Tolstoj – Resurrezione

Questa-una-donna-di-strada-acqua-sporca-fetida-che-si-offre-Tolstoj-Lev1

Il vero amore, quello che si manifesta, non per via di parole, ma di atti, dà solo la vera sagacia e la saggezza vera.

Lev Tolstoj – Amore e dovere

Il-vero-amore-quello-che-si-manifesta-non-per-via-di-parole-ma-Tolstoj-Lev1

Un uomo può ignorare d’avere una religione, come può ignorare d’avere un cuore, ma senza religione, come senza cuore, l’uomo non può esistere.

Lev Tolstoj – Saggezza dell’Oriente

Ma la folla ama il sistema. La folla vuole afferrare tutta la verità, e siccome non può comprenderla, crede volentieri.

Lev Tolstoj – I diari

Ma-la-folla-ama-il-sistema-La-folla-vuole-afferrare-tutta-la-verita-Tolstoj-Lev1

Noto in me una tendenza distruttiva, che si esprime nell’atto di rovinare tutto quel che mi capita sotto mano […].

Lev Tolstoj – I diari

Se solo tutti gli uomini che si cibano di carne dovessero uccidere animali in prima persona, la maggior parte degli esseri umani smetterebbe di mangiarne.

Lev Tolstoj – Pensieri di saggi (1904-1910)

Se-solo-tutti-gli-uomini-che-si-cibano-di-carne-dovessero-uccidere-animali-Tolstoj-Lev1

In generale, è una regola: più la carta e l’ortografia sono cattive, più la busta è sporca, più il contenuto [delle lettere] è serio e importante.

Lev Tolstoj – Devoto a Tolstoj

In-generale-una-regola-piu-la-carta-ortografia-sono-cattive-piu-Tolstoj-Lev1

Come una candela accende un’altra e così si trovano accese migliaia di candele, così un cuore accende un altro e così si accendono migliaia di cuori.

Lev Tolstoj – Saggezza dell’Oriente

Come-una-candela-accende-un-altra-cosi-si-trovano-accese-migliaia-di-candele-Tolstoj-Lev1

L’operare veramente cristiano e quello che al mondo dà i maggiori frutti, consiste in azioni negative: non fare ciò che è contrario a Dio e alla coscienza.

Lev Tolstoj

Il progresso morale dell’umanità lo si deve ai vecchi. I vecchi diventano migliori e più saggi, trasmettono la loro esperienza alle nuove generazioni. Senza di loro l’umanità rimarrebbe stazionaria.

Lev Tolstoj – Anni con mio padre

Il-progresso-morale-dell-umanita-lo-si-deve-ai-vecchi-vecchi-diventano-migliori-Tolstoj-Lev1

“Cercate il regno di Dio e la sua verità, e il resto vi sarà dato in aggiunta. Noi invece cerchiamo il resto ed è evidente che non lo troviamo”.

Lev Tolstoj – Resurrezione

Cercate-il-regno-di-Dio-la-sua-verita-il-resto-vi-Tolstoj-Lev1

Io non amo le lagrime, ma penso che peggio di tutto è non poter piangere: meglio piangere, ancor meglio aver voglia di piangere e trattenersi.

Lev Tolstoj – I diari

L’arte deve fare in modo che i sentimenti di fraternità e amore per il prossimo, oggi accessibili solamente agli uomini migliori della società, diventino sentimenti abituali, istintivi in tutti.

Lev Tolstoj – Che cosa è l’arte?

I pretesi grandi uomini non sono che le “etichette” della storia; essi dànno il loro nome agli avvenimenti, senza neppure avere, come le etichette, il minimo legame col fatto stesso.

Lev Tolstoj – Saggezza dell’Oriente

I-pretesi-grandi-uomini-non-sono-che-le-etichette-della-storia-essi-danno-Tolstoj-Lev1

Di nuovo una notte insonne e tormentosa: io provo questo sentimento, io, che ridevo delle sofferenze degl’innamorati. Quello di cui ti ridi è poi quello che servi.

Lev Tolstoj – I diari

Di-nuovo-una-notte-insonne-tormentosa-io-provo-questo-sentimento-io-che-Tolstoj-Lev1

Per vivere con onore bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttare via tutto, e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente. La calma è una vigliaccheria dell’anima.

Lev Tolstoj

Ma allora chi è il nostro prossimo? Per questo vi è una sola risposta: non chiedere chi sia il tuo vicino, ma fai a ogni creatura ciò che vorresti fosse fatto a te.

Lev Tolstoj – Pensieri di saggi (1904-1910)

Ma-allora-chi-il-nostro-prossimo-Per-questo-vi-una-sola-Tolstoj-Lev1

Per trovare la felicità, bisogna cercare la felicità degli altri. Il migliore, l’unico modo di servire se stessi, è servire gli altri uomini (tu riceverai la più grande felicità del mondo, il loro amore).

Lev Tolstoj – Perché vivo? Riflessioni sullo scopo e il significato dell’esistenza

[…] quando sappiamo che un uomo si prepara a morire siamo buoni con lui, lo amiamo. E allora come possiamo non amare tutti, dato che sappiamo che ognuno si prepara?

Lev Tolstoj – I diari

quando-sappiamo-che-un-uomo-si-prepara-morire-siamo-buoni-con-Tolstoj-Lev1

Non esiste un uomo migliore dell’altro, come non esiste un posto di un fiume più profondo e più pulito di un altro posto in un altro fiume. L’uomo scorre come un fiume.

Lev Tolstoj – I diari

Per essere felice, occorre una cosa sola: amare, e amare con sacrificio di sé, amare tutti e tutto, stendere in tutte le direzioni la tela di ragno dell’amore: chi ci capita dentro, quello va preso.

Lev Tolstoj – I cosacchi

Per-essere-felice-occorre-una-cosa-sola-amare-amare-con-sacrificio-di-Tolstoj-Lev1

Ladro non è quello che prende ciò che gli è necessario, ma quello che trattiene, senza darlo agli altri, ciò che non gli è indispensabile e è invece necessario agli altri.

Lev Tolstoj – I diari

Ladro-non-quello-che-prende-cio-che-gli-necessario-ma-quello-Tolstoj-Lev1

Tutta la legge di Dio che scaturisce dalla coscienza della propria condizione, consiste nella sottomissione alla volontà di Dio, nell’amore verso il prossimo e nel servizio del prossimo. In questo consiste il fondamento di ogni fede.

Lev Tolstoj – Il bastoncino verde (1905)

L’uomo è superiore agli animali non perché abbia la possibilità di torturarli, ma perché è capace di provare compassione per loro; e l’uomo ha compassione degli animali perché sente che in essi dimora il medesimo principio che alberga nell’uomo.

Lev Tolstoj – Pensieri di saggi (1904-1910)

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Tutte le grandi rivoluzioni della vita umana avvengono nel pensiero. Purché si produca un cambiamento nel modo di pensare e l’azione seguirà così immancabilmente la direzione del pensiero, come una barca segue la direzione impressagli dal timoniere.

Lev Tolstoj – Il non agire (1893)

Tutte-le-grandi-rivoluzioni-della-vita-umana-avvengono-nel-pensiero-Purche-si-produca-Tolstoj-Lev1

È possibile perdere a poco a poco l’abitudine alla compassione, anche nei confronti degli uomini; ma è possibile abituarsi ad avere compassione persino per gli insetti. Più compassione riempie il cuore dell’uomo, e meglio è per la sua anima.

Lev Tolstoj – Pensieri di saggi (1904-1910)

Verrà presto il tempo in cui le persone saranno altrettanto inorridite al pensiero di uccidere una mucca, una pecora o un maiale per nutrirsene, proprio come adesso inorridiscono al pensiero di uccidere a un tal fine un proprio simile.

Lev Tolstoj – Pensieri di saggi (1904-1910)

È difficile afferrare le leggi di sviluppo del bambino. […] E non è possibile abituarli alla consequenzialità quando tutto è nuovo. La consequenzialità è la forza della negazione di tutto quel che non t’interessa.

Lev Tolstoj – I diari

E-difficile-afferrare-le-leggi-di-sviluppo-del-bambino-non-Tolstoj-Lev1

La stima maggiore devesi non già a colui che accumula ricchezza per sé a scapito degli altri, ed ha maggior numero di servitori, ma a chi serve di più gli altri e agli altri dona di più.

Lev Tolstoj – Saggezza dell’Oriente

Per cui non occorre assassinare gli Alessandri, i Carnot, gli Umberti e gli altri, ma occorre spiegar loro che sono essi stessi degli assassini, e occorre soprattutto non permettere loro di assassinare altra gente, rifiutare di assassinare su loro comando.

Lev Tolstoj – Non uccidere (1900)

La fede non è la speranza e non è la fiducia, ma è uno stato particolare dello spirito. La fede è la presa di coscienza dell’uomo della sua collocazione nel mondo, la quale lo obbliga a certe azioni.

Lev Tolstoj – Che cos’è la religione e quale ne è l’essenza? (1902)

La-fede-non-la-speranza-non-la-fiducia-ma-Tolstoj-Lev1

[La schiavitù] altro non è che lo sfruttamento da parte di pochi del lavoro di molti. […] La schiavitù della donna consiste nel fatto che alcuni vogliono e ritengono conveniente sfruttarla come uno strumento di piacere.

Lev Tolstoj – La sonata a Kreutzer

La coscienza è il migliore e il più fidato dei nostri indicatori; ma quali sono i segni che distinguono questa voce dalle altre voci? La voce della vanità parla con altrettanta forza. Esempio: l’offesa non vendicata.

Lev Tolstoj – I diari

Ogni tentativo di dare un significato qualunque alla vita, se la vita non è basata sulla rinuncia dell’egoismo, se non ha per iscopo il servir gli uomini, diventa una chimera che vola a brandelli al primo contatto con la ragione.

Lev Tolstoj – Saggezza dell’Oriente

Non c’era stata alcuna cattiva azione, ma c’era stato qualcosa di ben peggiore: c’erano stati i pensieri da cui derivano tutte le cattive azioni. Una cattiva azione si può non ripetere, di essa ci si può pentire, mentre i cattivi pensieri generano sempre cattive azioni.

Lev Tolstoj – Resurrezione

Non-era-stata-alcuna-cattiva-azione-ma-era-stato-qualcosa-di-ben-peggiore-Tolstoj-Lev1

Esiste una scala delle virtù, e bisogna cominciar dal primo gradino per salire poi i successivi; e la prima virtù che dovrà acquisire un uomo, se vuol acquisire le successive, è appunto ciò che gli antichi definivano enkráteia o sofrosýni, ovverosia il dominio di sé.
Lev Tolstoj – Il primo gradino (1892)
 


Il cristiano, come anche il pagano, non può non incominciare il lavoro del proprio perfezionamento partendo dall’inizio, ovverosia da quel medesimo punto da cui parte anche il pagano, e precisamente dalla temperanza, proprio così come uno che vuol salire una scala non può non cominciare dal primo gradino.
Lev Tolstoj – Il primo gradino (1892)
 


Ciò che ci sconcerta generalmente, è che il lavoro del nostro perfezionamento interiore dipende unicamente da noi, e perciò ci sembra di poca importanza; invece, l’organizzazione della vita esteriore è legata alle conseguenze della vita degli altri, ed è solo per questo che ci sembra più importante.
Lev Tolstoj – Devoto a Tolstoj
 


La pietà è una delle più preziose facoltà dell’anima umana. L’uomo, impietosendosi delle sofferenze di un essere vivente, dimentica se stesso e si immedesima nella situazione degli sventurati. Con questo sentimento si sottrae al suo isolamento ed acquista la possibilità di congiungere la sua esistenza a quella degli altri esseri.
Lev Tolstoj – Contro la caccia (1895)

La-pieta-una-delle-piu-preziose-facolta-dell-anima-umana-uomo-impietosendosi-delle-Tolstoj-Lev1

 


La cometa sta per catturare la Terra, annientare il mondo, e distruggere tutte le conseguenze materiali della mia attività e delle attività di tutti. Ciò prova che tutte le attività materiali, e le loro presunte conseguenze materiali, sono prive di senso. Solo ha un senso l’attività spirituale…
Lev Tolstoj
 


In Nechljudov, come in tutti, c’erano due uomini. L’uomo spirituale, che cerca per sé solo quel bene che possa essere un bene anche per il prossimo, e l’altro, l’uomo animale, che cerca il bene solo per sé e per questo bene è pronto a sacrificare il bene del mondo intero.
Lev Tolstoj – Resurrezione
 


L’uomo, esercitando e sviluppando questa qualità che lo unisce agli altri, s’incammina verso una vita superpersonale, che eleva ad un livello più alto la sua coscienza e gli offre la maggiore felicità possibile. Così, la pietà, mentre addolcisce le sofferenze degli altri, è giovevole ancor più a colui il quale la prova.
Lev Tolstoj – Contro la caccia (1895)
 


Il mondo degli esseri viventi è un solo organismo. La stessa vita generale di questo organismo non è Dio, ma è solo una delle Sue manifestazioni, come il nostro pianeta è una parte del sistema solare che a sua volta fa parte di un altro sistema più grande e così via. (31 marzo)
Lev Tolstoj – Dal Diario del 1904
 


Poiché i piaceri sono pochi e tutti alla fine annoiano e i desideri sono infiniti, ciò significa che per quanto un uomo sia ricco e in buona salute non sarà mai soddisfatto, anzi al contrario, più diverrà ricco più sarà annoiato, perché più numerosi sono i godimenti che uno ha e meno essi lo rallegrano.
Lev Tolstoj – Perché vivo? Riflessioni sullo scopo e il significato dell’esistenza
 


E perché noi, nella nostra situazione, si possa servire il prossimo, occorre innanzi tutto smettere di esigere i servizi del prossimo. Sembra strano, ma la prima cosa da fare è servire se stessi: accendere la stufa, portare l’acqua, preparare il mangiare, lavare i piatti eccetera. Con questo cominciamo a servire gli altri.
Lev Tolstoj – I diari
 

Un uomo che si appropria, come ladro o bandito, il lavoro di un altro, sa di far male; mentre quello che si appropria il lavoro altrui con mezzi ritenuti legittimi dalla società non riconosce il male della propria vita; invece questo onorevole cittadino è senza paragone moralmente peggiore del più vile bandito.
Lev Tolstoj – I diari
 


La morte è orribile solo per colui che non crede in Dio, oppure crede in un Dio malvagio, il che è la stessa cosa. Per colui che crede in Dio, nella sua bontà e vive in questa vita secondo la sua legge ed ha sperimentato questa sua bontà, per costui la morte è solo un passaggio.
Lev Tolstoj – Il bastoncino verde (1905)

La-morte-orribile-solo-per-colui-che-non-crede-in-Dio-oppure-Tolstoj-Lev1

 


L’arte è la più alta manifestazione di potenza dell’uomo. Si dà a pochi eletti ed eleva chi è eletto a una tale altezza da far girare la testa, tanto che è difficile non perder il senno. Nell’arte, come in ogni lotta, ci sono eroi che dedicano tutto alla loro missione e che muoiono senza raggiungere lo scopo.
Lev Tolstoj

L-arte-la-piu-alta-manifestazione-di-potenza-dell-uomo-Si-da-pochi-Tolstoj-Lev1

 


Conoscono le donne solo i mariti. Solo il marito le vede dietro le quinte. Per questo Lessing affermava che tutti i mariti dicono: c’è solo una donna cattiva, e l’ho sposata io. Di fronte agli altri esse fingono così bene, che nessuno le vede come sono in realtà, in particolare finché sono giovani.
Lev Tolstoj – I diari

Conoscono-le-donne-solo-mariti-Solo-il-marito-le-vede-dietro-le-Tolstoj-Lev1

 


La caccia non è una forma naturale della lotta per l’esistenza, ma un ritorno volontario allo stato selvaggio, con questa differenza: che la caccia era una occupazione naturale per l’uomo primitivo, mentre questa occupazione nell’uomo moderno civilizzato non fa che esercitare e sviluppare in lui istinti bestiali, che la coscienza riprova, e che teoricamente la nostra civiltà vorrebbe aboliti.
Lev Tolstoj – Contro la caccia (1895)

La-caccia-non-una-forma-naturale-della-lotta-per-esistenza-ma-un-Tolstoj-Lev1

 


Il compito dell’arte è immenso: l’arte, la vera arte, con l’aiuto della scienza e sotto la guida della religione, deve fare in modo che quella convivenza pacifica degli uomini che ora viene mantenuta con mezzi esterni – tribunali, polizia, istituzioni benefiche, ispezioni del lavoro, eccetera – sia ottenuta mediante la libera e gioiosa attività della gente. L’arte deve sopprimere la violenza. 
Lev Tolstoj – Che cosa è l’arte?
 


La coscienza stessa mostra all’uomo che l’essenza della sua vita è il desiderio di bene per tutto ciò che esiste, questo desiderio è qualcosa di inspiegabile ed allo stesso tempo è la cosa a lui più vicina e più comprensibile… Ed il desiderio del bene per tutto ciò che esiste è l’inizio di ogni nuova vita, è l’amore, è Dio… Dio è amore.
Lev Tolstoj
 


I romanzi finiscono col matrimonio dell’eroe con l’eroina. Bisognerebbe invece cominciare da questo, e finire che si sono separati, cioè liberati l’uno dell’altro. Descrivere la vita come si fa, per interrompere la descrizione al momento del matrimonio, è come descrivere il viaggio di un uomo e interrompere la descrizione nel punto in cui il viaggiatore è assalito dai briganti.
Lev Tolstoj – I diari

I-romanzi-finiscono-col-matrimonio-dell-eroe-con-eroina-Bisognerebbe-invece-cominciare-da-questo-Tolstoj-Lev1

 


Puttaniere non è una parola offensiva, è uno stato , uno stato d’inquietudine, di curiosità e di bisogno di novità, soddisfatto dall’unione per il piacere non con una ma con molte. Come l’alcoolismo. Si può astenersi, ma l’alcoolizzato resta alcoolizzato, il puttaniere puttaniere: al primo venir meno del controllo, ricade. Io sono un puttaniere.
Lev Tolstoj – I diari
 


La fede è la stessa cosa che la religione con una sola differenza: con la parola “religione” noi intendiamo il fenomeno osservato dal di fuori, con la parola “fede” noi indichiamo lo stesso fenomeno, avvertito dall’uomo all’interno di se stesso. La fede è il rapporto con il mondo infinito, di cui l’uomo è consapevole di essere una parte e da cui deriva una direzione per le sue azioni.
Lev Tolstoj – Che cos’è la religione e quale ne è l’essenza? (1902)
 

[…] come è possibile che quell’organizzazione di persone – di anarchici, come si dice oggi – che ha mandato Bresci, e che continua a minacciare altri imperatori, non sappia escogitare nulla di meglio, per migliorare la condizione della gente, se non l’assassinio di coloro, la cui eliminazione può risultare altrettanto utile, quanto il tagliar la testa a quel mostro delle fiabe, a cui al posto della testa tagliata ne ricresce subito un’altra?

Lev Tolstoj – Non uccidere (1900)

Si pensa comunemente che di solito i conservatori siano i vecchi, e che gli innovatori siano i giovani. Ciò non è del tutto vero. Il più delle volte, conservatori sono i giovani. I giovani, che han voglia di vivere ma che non pensano e non hanno il tempo di pensare a come si debba vivere, e che perciò si scelgono come modello quel genere di vita che v’era prima di loro.

Lev Tolstoj

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Se mi venisse chiesto di indicare nell’arte moderna dei […] modelli dell’arte superiore, religiosa, proveniente dall’amore di Dio e del prossimo, indicherei nella sfera della letteratura I masnadieri di Schiller, fra i più recenti Les pauvres gens di V.Hugo e i suoi Misérables, le novelle, i racconti, i romanzi di Dickens: Tale of two cities, Chimes e altri, La capanna dello zio Tom. Dostoevskij, soprattutto la sua Casa dei morti, e Adam Bede di Eliot.

Lev Tolstoj – Che cosa è l’arte?

Gli uomini non considerano meschino mangiare animali perché dei falsi maestri li hanno convinti che gli animali sono stati creati da Dio per essere sfruttati dagli uomini. Ma è una menzogna. Non importa in quale libro fu scritto, perché è scritto molto più chiaramente nel cuore di ogni uomo: non uccidere animali. Piuttosto, si deve simpatizzare con loro, esattamente come con gli uomini. E noi tutti sappiamo ciò, a meno di non aver soffocato la voce della nostra coscienza.

Lev Tolstoj – Pensieri di saggi (1904-1910)

Per far sì che la vita non sia mero dolore ma piuttosto completa gioia, siate sempre buoni con tutti, uomini e animali. E per essere sempre buoni, dovete prima imparare a essere buoni. Per imparare a essere buoni, non dovete commettere una sola azione crudele senza rimproverare voi stessi. E se farete così, presto imparerete l’abitudine alla bontà, con tutti: uomini e animali allo stesso modo. E se sarete abituati alla bontà, allora la gioia regnerà nei vostri cuori.

Lev Tolstoj – Pensieri di saggi (1904-1910)

Lo scopo della vita, la sua vocazione è la gioia. […] Più spesso di tutto, questa gioia è guastata dall’avidità, dall’ambizione, e l’una e l’altra sono soddisfatte dal lavoro. Sfuggi il lavoro per te, lavoro tormentoso, pesante. L’attività per gli altri non è lavoro. Siate come bambini, gioite sempre. Che terribile errore del nostro mondo, pensare che la fatica, il lavoro sia una virtù. Né l’uno né l’altra, ma piuttosto un vizio. Cristo non lavorava.

Lev Tolstoj – I diari

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Già diverso tempo addietro, leggendo il bellissimo libro Ethics of Diet [di Howard Williams], m’era venuta voglia di visitare un macello, per vedere con i miei occhi la sostanza della questione di cui si tratta appunto quando si parla di vegetarianesimo. Ma continuavo ad aver degli scrupoli, così come sempre se ne hanno ad andare a vedere delle sofferenze che si è ben certi di trovare, e che non potrai far nulla per scongiurare, e così rimandavo sempre il giorno.

Lev Tolstoj – Il primo gradino (1892)

Dio è quell’infinito Tutto, di cui l’uomo diviene consapevole d’essere una parte finita. Esiste veramente soltanto Dio. L’uomo è una Sua manifestazione nella materia, nel tempo e nello spazio. Quanto più il manifestarsi di Dio nell’uomo (la vita) si unisce alle manifestazioni (alle vite) di altri esseri, tanto più egli esiste. L’unione di questa sua vita con le vite di altri esseri si attua mediante l’amore. Dio non è amore, ma quanto più grande è l’amore, tanto più l’uomo manifesta Dio, e tanto più esiste veramente.

Lev Tolstoj

Ed è per questo che il suicidio è immorale. All’uomo che si uccide, la vita era stata data con la possibilità di vivere fino alla sua morte naturale, a condizione di essere utile all’opera generale della vita e lui, dopo aver goduto della vita, finché gli è parsa gradevole, ha rinunciato a metterla al servizio dell’utilità generale, appena gli è divenuta spiacevole; mentre verosimilmente egli cominciava a divenire utile nel preciso istante in cui la sua vita si incupiva, perché ogni lavoro comincia con travaglio. (p. 31)

Lev Tolstoj – Sul suicidio (1890)

Perché non vi siano né l’oppressione del popolo né le inutili guerre, e perché nessuno s’indigni più contro coloro che sembrano essere i colpevoli di tutto ciò, occorrerebbe in realtà ben poco, e precisamente e unicamente che gli uomini capiscano come stanno veramente le cose, e le chiamino con il loro nome; e sappiano che un esercito è uno strumento d’omicidio e che il costruire e comandare un esercito – ovverosia ciò di cui si occupano con tanta disinvoltura i re, gli imperatori, i presidenti – è soltanto una preparazione all’omicidio.

Lev Tolstoj – Non uccidere (1900)

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La felicità, ecco quel ch’è – disse a sé medesimo – la felicità sta nel vivere per gli altri. E questo è chiaro. Nell’uomo è stato posto il bisogno della felicità; esso dunque è legittimo. Appagandolo egoisticamente, cioè cercando per sé la ricchezza, la gloria, i comodi della vita, l’amore, può accadere che le circostanze prendano una tal piega che sia impossibile soddisfare questi desideri. Per conseguenza, questi desideri sono illegittimi, ma non è illegittimo il bisogno di felicità. Quali desideri possono dunque sempre venir soddisfatti, nonostante le circostanze esteriori? Quali? L’amore, l’abnegazione!

Lev Tolstoj – I cosacchi

La destinazione dell’arte del nostro tempo è di tradurre dalla sfera della ragione alla sfera del sentimento la verità che il bene della gente è nell’unione e di instaurare in luogo della violenza attuale quel regno di Dio, cioè quell’amore che si presenta a noi tutti come fine supremo della vita dell’umanità. Può darsi che in avvenire la scienza rivelerà all’arte nuovi, ancora più alti ideali, e che l’arte li realizzerà ma nel nostro tempo la destinazione dell’arte è chiara e ben determinata. Il compito dell’arte cristiana è la realizzazione dell’unione fraterna degli uomini.

Lev Tolstoj – Che cosa è l’arte?

Sono stato cacciatore appassionato per molti anni, anzi la caccia era per me una occupazione molto seria […]. Il rimorso, dapprima appena percettibile nella mia coscienza, si ingrandì a poco a poco, se ne impadronì interamente, la scosse, e finì coll’inquietarmi seriamente. Dovetti guardare la verità in faccia, ed allora compresi la crudeltà della caccia. Ora in essa non vedo che un atto inumano e sanguinario, degno solamente di selvaggi e di uomini che conducono una vita senza coscienza, che non si armonizza con la civiltà e col grado di sviluppo a cui noi ci crediamo arrivati.

Lev Tolstoj – Contro la caccia (1895)

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L’uomo che comprende tutta l’importanza morale della pietà, non indietreggerà davanti al timore che le sue manifestazioni possano renderlo ridicolo agli occhi degli altri. Che cosa deve importargli, se mettendo in libertà un topo colto in trappola, invece di ammazzarlo, provoca i motteggi e le disapprovazioni, quando sa che, non solamente ha salvato dalla morte un animale, che teneva quanto lui alla vita, ma ha anche lasciato manifestarsi liberamente il sentimento della compassione, ed ha fatto un passo verso quell’era superiore dell’amore universale, che non conosce limite, che lo affrancherà dalla morte e lo identificherà con le sorgenti della vita.

Lev Tolstoj – Contro la caccia (1895)

Il cacciatore opera in un senso diametralmente opposto; e non una volta, per caso, ma sempre egli soffoca in sé il prezioso sentimento della pietà. È poco probabile che fra i cacciatori se ne trovi uno che non provi, almeno per una volta, un principio di pietà per una delle sue vittime, ma che pure ogni volta non cerchi di respingere un tal sentimento considerandolo come una debolezza. Ed è così che è schiacciato il bocciolo appena schiuso della pietà, da cui potrebbe germogliare e fiorire quel sentimento più elevato e più perfetto, che è l’amore. In questo costante suicidio morale è il male supremo della caccia.

Lev Tolstoj – Contro la caccia (1895)

Basterebbe che ogni re, imperatore, o presidente comprendesse che i suoi doveri di comandante in capo delle forze armate non sono affatto un incarico onorevole e importante, come gli fan credere i suoi adulatori, bensì un malvagio e vergognoso prepararsi all’omicidio; e che ogni privato cittadino comprendesse che il pagamento delle tasse, con le quali si arruolano e si armano i soldati, e a maggior ragione il prestar servizio militare, non sono affatto azioni senza importanza, bensì azioni malvagie e vergognose, e costituiscono non soltanto una connivenza ma una vera e propria complicità ad un omicidio – e subito si vanificherebbe da sé tutto quel potere degli imperatori, dei presidenti e dei re che tanto ci indigna, e per il quale adesso si continua ad assassinarli.

Lev Tolstoj – Non uccidere (1900)

Ci sono tempi, come il nostro, in cui la gente religiosa non è visibile, essa passa la sua vita disprezzata ed umiliata da tutti e, come accade da noi, nell’esilio, nelle carceri, nei battaglioni disciplinari; ma questa gente esiste e in loro si fonda la vita ragionevole dell’umanità. Proprio questa gente religiosa, sebbene sia poca, può spezzare e spezzerà quel cerchio magico in cui sono chiuse e come stregate le persone. Questa gente lo può fare, perché tutte le tribolazioni ed i rischi che impediscono alle persone non religiose di andare contro l’organizzazione della società esistente, non solo non spaventano le persone religiose, ma rafforzano il loro zelo nella lotta contro l’errore e nel professare, con le parole e con i fatti, ciò che esse ritengono sia la verità divina.

Lev Tolstoj – Che cos’è la religione e quale ne è l’essenza? (1902)

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Voi ritenete che le donne nella nostra società nutrano interessi diversi rispetto alle donne delle case di tolleranza, e io vi dimostrerò che è falso. Se le finalità, il contenuto interiore dell’esistenza sono differenti, tale differenza si rifletterà inevitabilmente anche sull’aspetto esteriore, e tale aspetto sarà differente. Ma osservate quelle derelitte e infelici, e poi le dame della più alta società: agghindate, vestite allo stesso modo, gli stessi profumi, le stesse braccia, spalle e seni denudati e il sedere in bella mostra sotto gli abiti attillati, la stessa passione per le pietruzze e gli altri gingilli costosi e luccicanti, gli stessi divertimenti, balli, musica e canti. Sia quelle che queste usano ogni mezzo per sedurre. Non c’è alcuna differenza. A un esame oggettivo si può solo dire che quelle che si prostituiscono per brevi periodi sono di solito disprezzate, e quelle che si prostituiscono più a lungo sono invece riverite.

Lev Tolstoj – La sonata a Kreutzer

No! Uccidersi è irragionevole, così come tagliare i polloni di una pianta che si vorrebbe estirpare. Essa non morrà, crescerà irregolarmente, ecco tutto. La vita è indistruttibile, al di là del tempo e dello spazio. La morte non può che cambiarne la forma, mettendo fine alla sua manifestazione in questo mondo. Ma rinunciando alla vita in questo mondo, io non so se la forma che essa prenderà altrove, mi sarà più gradita e in secondo luogo io mi privo della possibilità di imparare e di acquisire a profitto del mio io, tutto ciò che avrei potuto apprendere in questo mondo. D’altra parte e soprattutto, il suicidio è irrazionale perché, rinunciando alla vita a causa del disgusto che essa mi provoca, io mostro di avere un concetto errato dello scopo della mia vita, supponendo che serva al mio piacere, mentre essa ha per scopo, da un lato, il mio perfezionamento personale e dall’altro la cooperazione all’opera generale che si compie nel mondo.

Lev Tolstoj – Sul suicidio (1890)
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Lev Nikolàevič Tolstòj è stato uno scrittore russo (1829-1910). Di famiglia aristocratica, il padre era un conte, la madre aveva titolo di principessa. Abbandona gli studi in studi in legge e lingue orientali (1847) ed inizia la carriera militare partecipando a spedizioni in Caucaso e alla Guerra di Crimea.

Nel 1857 fonda una scuola per i figli dei contadini che lavorano nella sua fattoria.

Nel 1862 sposa Sofia Andrejevna Bers da cui avrà 13 figli (cinque moriranno in età precoce.

Muore nel 1910 dopo aver preso la decisione di abbandonare i propri possedimenti e ritirarsi in un luogo isolato.

Tolstoj e Sofia Andrejevna Bers
“Ma la nostra vita non riuscì però inferiore ai nostri sogni. Non austerità di lavoro, compimento del dovere, sacrificio di se medesimi, vita per gli altri – quello insomma che io immaginavo da fidanzata; al contrario, c’era un solo egoistico sentimento di amore l’uno per l’altro, un desiderio di essere amati, una costante giocondità senza perché, e oblìo d’ogni cosa al mondo.”
La felicità domestica Di Lev Tolstoj
È considerato uno dei padri fondatori della letteratura russa, specie come romanziere. Alcuni dei sui scritti più celebri:
  • I Cosacchi (1863)
  • Guerra e pace (1865-69)
  • La morte di Ivan Ilich (1886)
  • Anna Karenina (1878)
  • Sonata a Kreutzer (1889)
  • Resurrezione (1899)
  • Confessioni (1879)
  • In che consiste la mia fede (1882)
  • La Chiesa e lo Stato (1891)
  • La dottrina cristiana (1897)
Si interessò alla questione sociale, alle problematiche dell’assistenza e dell’istruzione dei bisognosi. Scrive una nutrita serie di studi e saggi sull’essenza della religione, sul vero spirito e lettera del Vangelo (falsati dalla dottrina ufficiale della Chiesa), sul senso della vita, sui diritti degli animali e del vegetarianismo, sulla non resistenza al male, contro la pena di morte, contro i sistemi economici e politici vigenti, sull’obiezione di coscienza e contro la guerra. Difende coloro che soffrono o che sono perseguitati per le loro convinzioni. È ricordato spesso per la sua idea della “non violenza attiva”, secondo la quale l’uomo deve impegnarsi fortemente contro le ingiustizie, ma senza usare la violenza.
Leo_Tolstoi_Stusio_1908
«Quarant’anni fa, mentre attraversavo una grave crisi di scetticismo e dubbio, incappai nel libro di Tolstoj Il regno di Dio è dentro di noi, e ne fui profondamente colpito. A quel tempo credevo nella violenza. La lettura del libro mi guarì dallo scetticismo e fece di me un fermo credente nell’ahimsā. Quello che più mi ha attratto nella vita di Tolstoj è il fatto che egli ha praticato quello che predicava e non ha considerato nessun prezzo troppo alto per la ricerca della verità. Fu l’uomo più veritiero della sua epoca. La sua vita fu una lotta costante, una serie ininterrotta di sforzi per cercare la verità e metterla in pratica quando l’aveva trovata. […] Fu il più grande apostolo della non-violenza che l’epoca attuale abbia dato. Nessuno in Occidente, prima o dopo di lui, ha parlato e scritto della non-violenza così ampiamente e insistentemente, e con tanta penetrazione e intuito. […] La vera ahimsa dovrebbe significare libertà assoluta dalla cattiva volontà, dall’ira, dall’odio, e un sovrabbondante amore per tutto. La vita di Tolstoj, con il suo amore grande come l’oceano, dovrebbe servire da faro e da inesauribile fonte di ispirazione, per inculcare in noi questo vero e più alto tipo di ahimsa.»
Mahatma Gandhi (a proposito di Tolstoj)