Søren Kierkegaard

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Søren Aabye Kierkegaard (Copenaghen, 5 maggio 1813 – Copenaghen, 11 novembre 1855), filosofo, teologo e scrittore danese. (…continua↓)

Che cos’è la fede? Una corda alla quale si  rimane appesi, quando non ci si impicca.

Che cos’è la verità? Un segreto che il morente porta con sé.

Che cos’è l’amicizia? Un tormento in più!

Che cos’è l’attesa? Una freccia che vola e che resta conficcata nel bersaglio.

Che cos’è la sua realizzazione? Una freccia che oltrepassa il bersaglio.

Søren Aabye Kierkegaard

Io ho un solo amico, è l’eco: e perché è mio amico? Perché io amo il mio dolore e l’eco non me lo toglie. Io ho un solo confidente, è il silenzio della notte. E perché è il mio confidente? Perché il silenzio tace.
Søren Kierkegaard

Io-ho-un-solo-confidente-il-silenzio-della-notte-perche-il-silenzio-tace-Soren-Kierkegaard

Il paganesimo non avanza mai verso la verità più di quanto non abbia fatto Pilato che disse: che cos’è la verità? e poi la crocifisse.
Søren Kierkegaard
 

Si può vedere che l’amore ha vinto il mondo dal fatto che esso ricambia il male col bene.
Søren Kierkegaard

Si-puo-vedere-che-lamore-ha-vinto-il-mondo-dal-fatto-che-Soren-Kierkegaard

 

Se avessi avuto la Fede, sarei rimasto con Regina: ora l’ho compreso.
Søren Kierkegaard

Se-avessi-avuto-la-Fede-sarei-rimasto-con-Regina-ora-lho-compreso-Soren-Kierkegaard

 

Se Cristo venisse oggi sulla terra, com’è vero che io vivo, non prenderebbe di mira i sommi sacerdoti, ecc. – ma i giornalisti.
Søren Kierkegaard

Se-Cristo-venisse-oggi-sulla-terra-come-vero-che-io-vivo-non-Soren-Kierkegaard

 

Lo scopo di questa vita è di essere portati al più alto grado di noia della vita.
Søren Kierkegaard
 

Giobbe sopportò tutto – ma quando vennero i suoi amici… a consolarlo, allora perse la pazienza.
Søren Kierkegaard

Giobbe-sopporto-tutto-ma-quando-vennero-i-suoi-amici-a-consolarlo-Soren-Kierkegaard

 

Se un uomo fosse tanto furbo da poter nascondere di esser pazzo, potrebbe far impazzire tutto il mondo.
Søren Kierkegaard

Se-un-uomo-fosse-tanto-furbo-da-poter-nascondere-di-esser-pazzo-Soren-Kierkegaard

 

La moda è donna, perché la moda è incostanza nel nonsenso, che conosce una sola conseguenza, quella di diventare sempre più folle.
Søren Kierkegaard
 

Nulla di finito […] nemmeno l’intero mondo può soddisfare l’animo umano, che sente il bisogno dell’eterno.
Søren Kierkegaard

Nulla-di-finito-nemmeno-lintero-mondo-puo-soddisfare-lanimo-umano-che-Soren-Kierkegaard

 

La grandezza […] non consiste nell’essere questo o quello, ma nell’essere se stesso, e questo ciascuno lo può se lo vuole.
Søren Kierkegaard

La-grandezza-non-consiste-nellessere-questo-o-quello-ma-nellessere-se-Soren-Kierkegaard

 

L’essenza della donna è un abbandono sotto forma di resistenza.
Søren Kierkegaard

Lessenza-della-donna-e-un-abbandono-sotto-forma-di-resistenza-Soren-Kierkegaard

 

La galanteria spetta essenzialmente alla donna e il fatto che lei l’accetti istintivamente si spiega con la sollecitudine che la natura ha nei confronti dei più deboli, dei bistrattati, per i quali un’illusione è più che una compensazione. Ma è appunto l’illusione a essere fatale.
Søren Kierkegaard
 

Uni-versum (universo) è una bella parola per esprimere che tutto il creato serve soltanto un Signore e si rivolge solo verso Uno.
Søren Kierkegaard

Uni-versum-universo-e-una-bella-parola-per-esprimere-che-tutto-il-creato-Soren-Kierkegaard

 

Che cos’è questa vita, nella quale l’unica cosa certa è l’unica di cui non si può sapere nulla con certezza: la morte?
Søren Kierkegaard

Che-cose-questa-vita-nella-quale-lunica-cosa-certa-e-lunica-di-Soren-Kierkegaard

 

Il voler giocare a nascondersi si sconta sempre e nel modo più naturale, col diventar misteriosi a se stessi.
Søren Kierkegaard

Il-voler-giocare-a-nascondersi-si-sconta-sempre-e-nel-modo-piu-Soren-Kierkegaard

 

Che cos’è la fede? Una corda alla quale si rimane appesi, quando non ci si impicca. Che cos’è la verità? Un segreto che il morente porta con sé. Che cos’è l’amicizia? Un tormento in più! Che cos’è l’attesa? Una freccia che vola e che resta conficcata nel bersaglio. Che cos’è la sua realizzazione? Una freccia che oltrepassa il bersaglio.

Søren Kierkegaard

Nel Nuovo Testamento si impara come noi uomini dobbiamo servire Dio; l’invenzione umana che chiamiamo cristianesimo insegna come fare in modo che Dio serva noi.

Søren Kierkegaard

V’è sempre nella mia vita una malinconia, ma al tempo stesso una felicità indescrivibile.

Søren Kierkegaard

Ve-sempre-nella-mia-vita-una-malinconia-ma-al-tempo-stesso-una-Soren-Kierkegaard

Le idee fisse sono come, per esempio, i crampi ai piedi – il rimedio migliore contro di esse è camminarci sopra.

Søren Kierkegaard

Le-idee-fisse-sono-come-per-esempio-i-crampi-ai-piedi-Soren-Kierkegaard

Ci vuole […] più coraggio per dimenticare che per ricordare […].

Søren Kierkegaard

Ci-vuole-piu-coraggio-per-dimenticare-che-per-ricordare-Soren-Kierkegaard

Chi vuol essere superiormente dotato, deve accettare anche che io gli addossi la responsabilità di poter essere anche più colpevole degli altri.

Søren Kierkegaard

Chi-vuol-essere-superiormente-dotato-deve-accettare-anche-che-io-gli-addossi-Soren-Kierkegaard

La filosofia è la balia asciutta della vita, essa può prendersi cura di noi – ma non può allattarci.

Søren Kierkegaard

Non c’è una vittoria più bella di quella ottenuta perdonando, poiché in questo caso perfino lo sconfitto si sente lieto di glorificarla.

Søren Kierkegaard

Non-ce-una-vittoria-piu-bella-di-quella-ottenuta-perdonando-poiche-in-Soren-Kierkegaard

Quando la morte si presenta nella sua vera faccia scarna e truculenta, non la si considera senza timore. Ma quando essa, per burlarsi degli uomini che si vantano di burlarsi di lei, si avanza camuffata, quando soltanto la nostra meditazione riesce a vedere che, sotto le spoglie di quella sconosciuta, la cui dolcezza c’incanta e la cui gioia ci rapisce nell’impeto selvaggio del piacere, c’è la morte — allora siamo presi da un terrore senza fondo.

Søren Kierkegaard

L’angoscia si può paragonare alla vertigine. Chi volge gli occhi al fondo di un abisso, è preso dalla vertigine. Ma la causa non è meno nel suo occhio che nell’abisso; perché deve guardarvi. Così l’angoscia è la vertigine della libertà […].

Søren Kierkegaard

Langoscia-si-puo-paragonare-alla-vertigine-Chi-volge-gli-occhi-al-fondo-Soren-Kierkegaard

Dio non pensa, Egli crea; Dio non esiste, Egli è eterno. L’uomo pensa ed esiste e l’esistenza separa pensiero ed essere, li distanzia l’uno dall’altro nella successione .

Søren Kierkegaard

Dio-non-pensa-Egli-crea-Dio-non-esiste-Egli-e-eterno-Luomo-Soren-Kierkegaard

A fondamento della lotta o inimicizia fra estranei sta l’indifferenza, – per lotta fra gli amici sta l’amicizia e la solidarietà.

Søren Kierkegaard

A-fondamento-della-lotta-o-inimicizia-fra-estranei-sta-lindifferenza-per-Soren-Kierkegaard

Maria non abbisogna dell’ammirazione del mondo, così come Abramo non ha bisogno di lagrime: perché ella non era un’eroina, né egli un eroe. Ma ambedue divennero ancor più grandi degli eroi non col fuggire la sofferenza, le pene, il paradosso, bensì per via di essi.

Søren Kierkegaard

Pensa attentamente al fatto che il modello viene chiamato agnello, già questo è di scandalo per l’uomo normale, non si ha nessuna voglia di essere un agnello.

Søren Kierkegaard

Pensa-attentamente-al-fatto-che-il-modello-viene-chiamato-agnello-gia-questo-Soren-Kierkegaard

La maggior parte degli uomini […] vive per avere il pane quotidiano; quando l’ha avuto vive per avere un buon pane quotidiano; e quando ha ottenuto anche questo, muore.

Søren Kierkegaard

La-maggior-parte-degli-uomini-vive-per-avere-il-pane-quotidiano-Soren-Kierkegaard

L’attesa è il cordone ombelicale della vita superiore.
Søren Kierkegaard

Lattesa-e-il-cordone-ombelicale-della-vita-superiore-Soren-Kierkegaard

 

Che cos’è la speranza? […] un astuto traditore che è più perseverante perfino dell’onestà […].
Søren Kierkegaard

Che-cose-la-speranza-un-astuto-traditore-che-e-piu-perseverante-Soren-Kierkegaard

 

La questione è la seguente: se la donna desta nell’uomo l’idealità e con essa la coscienza dell’immortalità, lo fa sempre in negativo. Colui che realmente è divenuto genio, eroe, poeta, santo grazie a una donna, ha afferrato in quello stesso istante l’immortalità. Se la forza idealizzante fosse presente nella donna in modo positivo, allora la moglie e soltanto la moglie risveglierebbe la coscienza dell’immortalità nell’uomo. L’esistenza mostra esattamente il contrario.
Søren Kierkegaard
 

Non importa sapere che Dio esiste; importa sapere che Dio è amore.
Søren Kierkegaard

Non-importa-sapere-che-Dio-esiste-importa-sapere-che-Dio-e-amore-Soren-Kierkegaard

 

Che cos’è il ricordo? Un consolatore molesto; […] un’ombra che non si può vendere, anche nel caso in cui qualcuno voglia comprarla!
Søren Kierkegaard

Che-cose-il-ricordo-Un-consolatore-molesto-unombra-che-non-si-Soren-Kierkegaard

 

In ogni campo, per ogni oggetto, ecc., son sempre le minoranze, i pochi, i rarissimi, i Singoli, quelli che sanno: la Folla è ignorante.
Søren Kierkegaard

In-ogni-campo-per-ogni-oggetto-ecc-son-sempre-le-minoranze-i-Soren-Kierkegaard

 

Tra i macellai si può certamente trovare della brava gente, ma una certa rudezza è inseparabile dal loro mestiere, fa parte della loro professione. Accade di peggio con l’essere giornalista: un certo grado di disonestà è inseparabile perfino dal più onesto giornalista.
Søren Kierkegaard

Tra-i-macellai-si-puo-certamente-trovare-della-brava-gente-ma-una-Soren-Kierkegaard

 

Il dubbio è il movimento interno del pensiero stesso, e nel mio dubbio mi comporto più impersonalmente che posso.
Søren Kierkegaard
 

No, il Cristianesimo non dice che esistere è soffrire, al contrario – e per questo esso si colloca sopra l’ottimismo giudaico – ha per proscenio la brama di vivere la più potenziata, con cui mai ci si sia aggrappati alla vita – per poi presentare il Cristianesimo come rinuncia, e per mostrare che essere cristiano è soffrire, incluso anche il fatto di dover soffrire per la dottrina.
Søren Kierkegaard
 

La vista del peccato può salvare un individuo e far perdere invece un altro. Uno scherzo può avere il medesimo effetto di una parola seria e viceversa. Parlare e far silenzio possono produrre un effetto opposto a quello a cui miravano.
Søren Kierkegaard
 

Ci sono uomini il cui destino deve essere sacrificato per gli altri, in un modo o nell’altro, per esprimere un’idea, ed io con la mia croce particolare fui uno di questi.
Søren Kierkegaard

Ci-sono-uomini-il-cui-destino-deve-essere-sacrificato-per-gli-altri-Soren-Kierkegaard

 

Lascia che altri si lagni che i tempi sono cattivi: io mi lagno ch’essi sono miserabili, perché senza passione.
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Lascia-che-altri-si-lagni-che-i-tempi-sono-cattivi-io-mi-Soren-Kierkegaard

 

È innegabile che nel mondo esiste tanta gente meschina che vuole trionfare su tutto quello che si eleva di un solo palmo dalla mediocrità.
Søren Kierkegaard

E-innegabile-che-nel-mondo-esiste-tanta-gente-meschina-che-vuole-trionfare-Soren-Kierkegaard

 

Cos’è che rende un uomo grande, ammirato dal creato, gradevole agli occhi di Dio? Cos’è che rende un uomo forte, più forte del mondo intero; cos’è che lo rende debole, più debole di un bambino? Cos’è che rende un uomo saldo, più saldo della roccia; cos’è che lo rende molle, più molle della cera? È l’amore! Cos’è che è più vecchio di tutto? È l’amore. Cos’è che sopravvive a tutto? È l’amore. Cos’è che non può essere tolto, ma toglie lui stesso tutto? È l’amore. Cos’è che non può essere dato, ma dà lui stesso tutto? È l’amore. Cos’è che sussiste, quando tutto frana? È l’amore. Cos’è che consola, quando ogni consolazione viene meno? È l’amore. Cos’è che dura, quando tutto subisce una trasformazione? È l’amore. Cos’è che rimane, quando viene abolito l’imperfetto? È l’amore. Cos’è che testimonia, quando tace la profezia? È l’amore. Cos’è che non scompare, quando cessa la visione? È l’amore. Cos’è che chiarisce, quando ha fine il discorso oscuro? È l’amore. Cos’è che dà benedizione all’abbondanza del dono? È l’amore. Cos’è che dà energia al discorso degli angeli? È l’amore. Cos’è che fa abbondante l’offerta della vedova? È l’amore. Cos’è che rende saggio il discorso del semplice? È l’amore. Cos’è che non muta mai, anche se tutto muta? È l’amore, e amore è solo quello che mai si muta in qualcos’altro.
Søren Kierkegaard
 

La memoria è immediata e viene immediatamente soccorsa, il ricordo è solo riflesso. Per questo ricordare è un’arte. Al contrario, anziché tenere tutto nella memoria, io desidero con Temistocle poter dimenticare.
Søren Kierkegaard
 

Se io preferisco tanto l’autunno alla primavera, è perché in autunno si guarda il cielo — in primavera la terra.

Søren Kierkegaard

Il medioevo tagliava netto. Quando un individuo, che stava per riconquistare se stesso, scopriva, per esempio, di avere arguzia, talento comico o una qualità simile, egli annientava tutto questo come qualcosa di imperfetto.

Søren Kierkegaard

Ci vuole del coraggio morale per essere afflitti; ci vuole del coraggio religioso per essere lieti.

Søren Kierkegaard

Ci-vuole-del-coraggio-morale-per-essere-afflitti-ci-vuole-del-coraggio-Soren-Kierkegaard

L’inglese Swift in gioventù costruì un manicomio dove egli stesso da vecchio fu ricoverato. E si racconta che spesso si guardava nello specchio ripetendo: «Povero vecchio mio!».

Søren Kierkegaard

L’angoscia è una faccenda pericolosa per gli smidollati.

Søren Kierkegaard

Langoscia-e-una-faccenda-pericolosa-per-gli-smidollati-Soren-Kierkegaard

La più alta idealità che la donna può destare nell’uomo è proprio la coscienza dell’immortalità.

Søren Kierkegaard

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Il dubbio è la disperazione del pensiero, la disperazione è il dubbio della personalità; e per questo tengo tanto alla determinazione della scelta.

Søren Kierkegaard

Le seconde nozze sono soltanto una mediocre ristampa, una mediocre seconda edizione.

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Le-seconde-nozze-sono-soltanto-una-mediocre-ristampa-una-mediocre-seconda-edizione-Soren-Kierkegaard

È meglio dare che ricevere, ma a volte c’è più umiltà nell’accettare piuttosto che nel dare.

Søren Kierkegaard

Siamo tanto poveri di occasioni favorevoli che quando una si mostra conviene in verità approfittarne, visto che purtroppo non c’è nessuna arte nel sedurre una fanciulla, ma è solo questione di fortuna trovarne una degna d’essere sedotta.

Søren Kierkegaard

L’angoscia è il primo riflesso della possibilità, un batter d’occhio, e tuttavia possiede un terribile incantesimo.

Søren Kierkegaard

Langoscia-e-il-primo-riflesso-della-possibilita-un-batter-docchio-e-tuttavia-Soren-Kierkegaard

La verità è una trappola: non riesci a ottenerla senza rimanere catturato; non puoi ottenere la verità in modo tale che tu la afferri, ma solo in modo tale che essa ti afferri.

Søren Kierkegaard

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E non è altrettanto comica la spiegazione che danno gli innamorati, o meglio, non mette in risalto appunto il lato comico? Dicono che amore renda ciechi, e in questo modo spiegano il fenomeno.

Søren Kierkegaard

Non dovrò mai essere tentato di lavorare per vivere: un po’ perché pensavo che avrei dovuto morire giovanissimo, e un po’ perché pensavo che in considerazione di questa mia particolare croce Dio mi avrebbe risparmiato questa sofferenza e questo problema.

Søren Kierkegaard

L’estetica, dicemmo, è nell’uomo ciò per cui egli spontaneamente è quello che è; l’etica è quello per cui l’uomo diventa quello che diventa.

Søren Kierkegaard

Ci vuole grande idealità per pentirsi sul serio, e soprattutto per pentirsi subito; perché la natura può anche aiutare un uomo, e il pentimento tardivo, che rispetto al richiamare alla memoria è insignificante, spesso è il più serio e il più profondo.

Søren Kierkegaard

Fin dalla prima infanzia porto una freccia di dolore confitta nel cuore. Fin quando mi sta confitta, sono ironico – se vien levata, io muoio.

Søren Kierkegaard

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La fede è la più alta passione di ogni uomo. Ci sono forse in ogni generazione molti uomini che non arrivano fino a essa, ma nessuno va oltre.

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Che maledizione essere donna! Eppure, quando si è una donna, la peggiore maledizione è infatti non capire di esserlo.

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Tenere una ferita aperta può comunque anche essere salutare: una ferita sana e aperta; a volte è peggio quando si rimargina.

Søren Kierkegaard

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In autunno tutto ci ricorda il crepuscolo, – e tuttavia, mi sembra la stagione più bella: volesse il cielo allora, quando io vivrò il mio crepuscolo, che ci debba essere qualcuno che allora mi ami come io ho amato l’autunno.

Søren Kierkegaard

Gli occhiali del vecchio hanno le lenti molate per vedere da vicino. Se un giovane ha gli occhiali, le lenti sono fatte per vedere da lontano, perché gli manca la forza di ricordare, ovvero allontanare, tenere a distanza. D’altro canto, tanto la felice capacità di ricordare del vecchio, quanto la felice facoltà di apprendere del bambino sono una grazia della natura, la quale abbraccia amorevolmente le due più indifese eppure, per certi versi, le più felici porzioni della vita.

Søren Kierkegaard

Come la freccia dell’arciere addestrato quando si allontana dalla corda dell’arco non si dà riposo prima di arrivare al bersaglio, così l’uomo è creato da Dio avendo come obiettivo Dio, e non riesce a trovare riposo se non in Dio.

Søren Kierkegaard

L’uomo non fa quasi mai uso delle libertà che ha, come ad esempio della libertà di pensiero; si pretende invece come compenso la libertà di parola.

Søren Kierkegaard

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Il paganesimo aveva un dio per l’amore ma non per il matrimonio; il cristianesimo ha, oserei dire, un dio per il matrimonio ma non per l’amore.

Søren Kierkegaard

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Una volta il mio unico desiderio era di diventare funzionario di polizia, mi sembrava un còmpito adatto per la mia testa insonne e intrigante. Credevo che tra i criminali vi fosse gente con cui lottare, ragazzi intelligenti, forti, astuti. Più tardi ho capito che è stato un bene non esserlo diventato, perché la maggior parte degli affari di polizia si riduce a cose misere e meschine — non crimini e delinquenti matricolati. Si tratta di quattro soldi e di poveri diavoli.

Søren Kierkegaard

Preferisco parlare con le vecchie signore che riportano chiacchiere di casa; poi con i dementi — in ultimo con la cosiddetta gente assennata.

Søren Kierkegaard

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La vecchiaia realizza i presentimenti della gioventù; sì, in realtà questo lo si può vedere con Swift, che nella sua gioventù costruì un manicomio, e da vecchio egli stesso vi finì ricoverato.

Søren Kierkegaard

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Meravigliosa natura, se io non ti ammirassi sarebbe una donna a insegnarmi a farlo, perché ella è il Venerabile dell’esistenza. Meravigliosamente tu l’hai plasmata, ma ancor più meraviglioso è che mai plasmasti una donna uguale all’altra. Nell’uomol’essenziale è l’essenziale e in questo senso è sempre lo stesso; nella donna l’essenziale è l’accidentale e così un’inesauribile differenza.

Søren Kierkegaard

Io credo che se un giorno diventerò cristiano sul serio, dovrò vergognarmi soprattutto, non di non esserlo diventato prima, ma di aver tentato prima tutte le scappatoie.

Søren Kierkegaard

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L’ironia è l’occhio sicuro che sa cogliere lo storto, l’assurdo, il vano dell’esistenza.

Søren Kierkegaard

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Vi è solo un’assoluta antitesi dell’assoluto: la sciocchezza.

Søren Kierkegaard

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Grande è la fedeltà femminile, specie quando la si declina!

Søren Kierkegaard

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Chi striscia sulla terra non è esposto a cadere tanto facilmente come chi sale sulle cime delle montagne.

Søren Kierkegaard

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Togli il paradosso da un pensatore e avrai un professore.

Søren Kierkegaard

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Se nell’esser cristiani non vi è ogni momento, come al principio, assolutamente il più grande pericolo umano possibile, il Cristianesimo è abolito.

Søren Kierkegaard
Kierkegaard

Søren Aabye Kierkegaard (Copenaghen, 5 maggio 1813 – Copenaghen, 11 novembre 1855) filosofo, teologo e scrittore danese, il cui pensiero è alla base dell’esistenzialismo (tuttavia il filosofo non abbia mai usato il termine “esistenzialismo” per definire la sua filosofia). Kierkegaard visse la quasi totalità della sua esistenza a Copenaghen.

Carattere malinconico, introspettivo (fu segnato dalla morte di 5 dei suoi fratelli prima).

Da “Diario”: «Fin dall’infanzia sono preda della forza di un’orribile malinconia, la cui profondità trova la sua vera espressione nella corrispondente capacità di nasconderla sotto apparente serenità e voglia di vivere.»

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Pensiero: «La categoria della mia attività di scrittore è di rendere attenti alla realtà cristiana e io sono soltanto una certa specie di poeta e pensatore.» (Søren Kierkegaard) Da “Diario” (Søren Kierkegaard): “dove Hegel finisce, lì press’a poco comincia il Cristianesimo; l’errore è semplicemente che Hegel pensa di avere a questo punto liquidato il Cristianesimo: anzi di essere andato molto più in là!” «Dio non pensa, Egli crea; Dio non esiste, Egli è eterno. L’uomo pensa ed esiste e l’esistenza separa pensiero ed essere, li distanzia l’uno dall’altro nella successione […].» (Søren Kierkegaard, «Briciole di filosofia») “Avremo una folla di uomini che farà delle scienze naturali la sua religione. Le scienze naturali mostrano ora che tutto un complesso di concetti che si trovano nella Sacra Scrittura, riguardanti i fenomeni naturali, sono insostenibili: ergo, la Sacra Scrittura non è la parola di Dio; ergo, non è la Rivelazione. Qui la scienza teologica viene a trovarsi in imbarazzo. Perché le scienze naturali hanno forse ragione in ciò che dicono: ma la scienza teologica desidera tanto anch’essa essere scienza, ma allora anche qui perderà la partita. Se la cosa non fosse così seria, sarebbe molto comico pensare la penosa situazione della scienza teologica: però se lo merita perché è la nemesi della sua fregola di volersi spacciare per scienza” Da “Diario” (Søren Kierkegaard)

Caratteristiche fondamentali dell’esistenza umana sono tre: l’angoscia, che domina il rapporto fra l’uomo e il mondo; la disperazione, che domina il rapporto dell’uomo con sé stesso e il paradosso, che domina il rapporto dell’uomo con Dio.

 

«L’angoscia è la vertigine della libertà.»
(Søren Kierkegaard, Il concetto dell’angoscia)

 

La disperazione nasce da un rapporto serio dell’uomo con sé stesso, l’angoscia nasce da un rapporto serio dell’uomo con il mondo, il senso di inadeguatezza nasce dall’impossibilità dell’uomo di essere autosufficiente senza Dio.

La libertà di scelta però è anche responsabilità individuale di fronte al bene e al male. Le diverse determinazioni che può prendere la vita umana non sono altro che possibilità che l’uomo si trova di fronte e tra le quali deve scegliere. Questa totale apertura verso il possibile, la condizione di incertezza e travaglio di fronte alla scelta tra le possibilità, dà vita all’angoscia. Essa è quella “vertigine” connaturata all’uomo che deriva dalla libertà, dalla possibilità assoluta.

Autore

Subentra l’angoscia quando si scopre che tutto è possibile. Ma quando tutto è possibile è come se nulla fosse possibile. C’è sempre la possibilità dell’errore, del nulla, la possibilità di agire con esiti imponderabili. L’angoscia, a differenza della paura, che si riferisce sempre a qualcosa di determinato e cessa quando cessa il pericolo, non si riferisce a nulla di preciso e accompagna costantemente l’esistenza dell’uomo. L’angoscia è essenzialmente connessa all’esistenza umana, in quanto quest’ultima è divenire verso l’ignoto. L’angoscia è dunque letta come fondamento stesso della condizione umana, primigenio e ineliminabile.

Se l’angoscia subentra nel rapporto tra l’io e il mondo esterno dalla consapevolezza che tutto può essere e quindi dall’ignoranza di ciò che accadrà, la disperazione invece subentra nel rapporto dell’io con sé stesso. La disperazione è dovuta al fatto che la possibilità dell’io, che scelga o meno di volere sé stesso, ossia se decida o meno di accettarsi per ciò che è, conduce sempre ad un fallimento: se l’io sceglie di volere sé stesso, cioè sceglie di realizzarsi, viene messo di fronte alla sua limitatezza e all’impossibilità di compiere quanto ha deciso; se l’io sceglie di non volere sé stesso e quindi di esser altro da sé, si scontra nuovamente con un’altra impossibilità. La disperazione è il sentimento che accompagna la persuasione di una sconfitta inevitabile e irreparabile.

L’unico esito positivo che angoscia e disperazione possono avere è la fede. Il credente viene rassicurato dal fatto che il possibile non è compito suo ma è nelle mani di Dio.

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«Non c’è nulla che spaventi di più l’uomo che prendere coscienza dell’immensità di cosa è capace di fare e diventare.»
Søren Kierkegaard
«Io sono e sono stato uno scrittore religioso, tutta la mia attività letteraria si rapporta al cristianesimo, al problema di diventare cristiani.»
Søren Kierkegaard, Sulla mia attività di scrittore
«La categoria della mia attività di scrittore è di rendere attenti alla realtà cristiana e io sono soltanto una certa specie di poeta e pensatore.»
Søren Kierkegaard
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«Ciò che veramente mi manca è di capire chiaramente me stesso, quello che devo fare, non quello che devo conoscere. […] Trovare una verità che è verità per me, trovare l’idea per la quale devo vivere e morire […] A cosa mi servirebbe dimostrare l’importanza del cristianesimo, poter chiarire molti singoli fenomeni, se esso non avesse per me un significato più profondo? […] Che cosa è la verità se non vivere per un’idea?»
Søren Kierkegaard

«Per un vero cristiano è impossibile “diventare” qualcosa di grande nel mondo.»

 

“Altro è “essere” principe, conte, milionario ecc. e altro è “diventare” qualcosa di grande. La prima cosa si può conciliare con l’essere cristiano. Ma quando non si è qualcosa di grande per nascita, ma si è cristiani, è impossibile diventare qualcosa di grande nel mondo. Per “diventarlo” bisogna immergersi nel mondo – cosa che, per il fatto di essere cristiani, non è lecito”

Søren Kierkegaard, Diario
Kierkegaard-Opere-Originale